Pizza della Longevità, arriva il progetto per portarla in tutta Italia: ecco come funziona

Pizza della Longevità, arriva il progetto per portarla in tutta Italia: ecco come funziona

Pizza della Longevità, arriva il progetto per portarla in tutta Italia: ecco come funziona

Una pizza che punta a unire il piacere della tavola italiana a una particolare attenzione agli aspetti nutrizionali, con l’ambizione di arrivare in tutta Italia attraverso una rete di locali. È il progetto della Pizza della Longevità, sviluppato da Antiaging Italian Food, azienda bolognese che vuole trasformare il prodotto già venduto online in un format replicabile attraverso il franchising.

🍕 Ami la pizza quanto noi?

Seguici su Instagram e Facebook per scoprire tutti gli aggiornamenti

Instagram Facebook

Per finanziare questa nuova fase di crescita, la società ha aperto un secondo periodo di offerta della propria campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Opstart. L’obiettivo massimo è di 1.233.200 euro, con un investimento minimo di 5.000 euro. Non si tratta quindi di una semplice raccolta fondi per lanciare una nuova pizza, ma di un progetto imprenditoriale che punta a costruire una rete commerciale attorno a un’idea precisa: ripensare alcuni aspetti della pizza senza rinunciare al gusto.

Pizza della Longevità: che cosa ha di diverso?

Il punto di partenza è l’impasto. Secondo Antiaging Italian Food, la base viene realizzata con un mix multicereale che comprende germe di grano, farro, segale, semi di lino e fiocchi d’avena, arricchito con fibra prebiotica di cicoria. L’obiettivo dichiarato è intervenire sulla composizione nutrizionale della pizza, in particolare sul contenuto di fibre e sul modo in cui vengono assorbiti i carboidrati.

L’azienda indica fino a 9 grammi di fibre prebiotiche per base e un contenuto di un solo grammo di sale iodato. Sono caratteristiche che puntano a differenziare il prodotto dalle pizze tradizionali, ma che vanno valutate considerando la ricetta completa, le porzioni e le effettive caratteristiche nutrizionali. Anche l’affermazione relativa all’indice glicemico e all’idoneità per le persone con diabete richiede attenzione: per chi convive con questa condizione, la scelta degli alimenti va sempre rapportata alle indicazioni del proprio medico o specialista.

C’è poi un altro aspetto che riguarda direttamente la preparazione: la cottura. La Pizza della Longevità viene presentata come una pizza croccante, con una cottura controllata e senza bruciature, per limitare la formazione di acrilammide, una sostanza che può svilupparsi durante la cottura ad alte temperature di diversi alimenti. L’azienda definisce il prodotto «Acrilammide Ok».

Dal progetto online a una rete di pizzerie

La prossima tappa è Bologna, dove il format Cucina Evolution Experience dovrebbe ospitare uno spazio dedicato alla Longevity Pizza. L’idea è utilizzare questa prima esperienza per mettere alla prova il menu, i prezzi, la redditività e l’esperienza dei clienti prima di estendere il modello ad altri locali.

È un passaggio importante, perché una ricetta particolare non basta da sola a costruire una catena di successo: servono una proposta riconoscibile, una qualità costante, prezzi sostenibili e un’organizzazione capace di funzionare anche lontano dal luogo in cui il progetto è nato. Per sviluppare il franchising è previsto un investimento di circa 120.000 euro per le attività di consulenza indicate dalla società.

Non soltanto pizza: arriva anche il caffè Vezzality

Il progetto comprende anche Vezzality, un caffè premium tostato con legno di rosa di Vignola. Anche in questo caso, l’attenzione dichiarata è rivolta all’acrilammide: secondo i dati comunicati dall’azienda, i livelli rilevati nel prodotto sarebbero almeno quattro volte inferiori ai livelli di riferimento previsti dalla normativa europea e inferiori ai valori più bassi rilevati dall’EFSA in Europa per il caffè.

Il caffè dovrebbe affiancare la pizza nel locale di Bologna e nei futuri punti vendita, con una distribuzione prevista anche attraverso il commercio al dettaglio e l’e-commerce. L’intenzione è quindi costruire un’offerta più ampia, che non si limiti al pasto ma includa anche un altro grande protagonista delle abitudini alimentari italiane.

La raccolta fondi e le prospettive del progetto

Antiaging Italian Food è stata co-fondata da Chiara Manzi, nutrizionista e docente di Medicina Culinaria all’Università di Ferrara, e dal manager Danilo Pertosa. L’azienda dichiara di aver raggiunto circa 1,8 milioni di euro di fatturato nell’ultimo bilancio depositato e di aver raccolto complessivamente oltre un milione di euro nei precedenti round, coinvolgendo più di 200 soci.

I nuovi capitali serviranno, secondo il piano presentato, a sviluppare il franchising, avviare il progetto pilota bolognese, potenziare l’e-commerce delle basi pizza, rafforzare la produzione e la distribuzione e sostenere il lancio di Vezzality.

Chi desidera approfondire l’iniziativa può consultare la pagina della campagna di equity crowdfunding su Opstart. È importante ricordare che l’equity crowdfunding comporta rischi: investire in una società non garantisce rendimenti e può comportare anche la perdita del capitale investito.

La Pizza della Longevità è dunque un progetto da seguire non soltanto per la sua proposta nutrizionale, ma anche per capire se un’idea che cerca di coniugare pizza, ricerca alimentare e attenzione agli ingredienti riuscirà a diventare un format riconoscibile su scala nazionale. Perché, alla fine, la vera prova sarà sempre quella più importante per chi ama la pizza: il risultato nel piatto.

Ciao, sono Fabrizio! Vivo nelle Marche e da oltre mezzo secolo la pizza è la mia ossessione. Dalla napoletana verace alle surgelate del supermercato, su vivodipizza.it recensisco ogni tipo di pizza con onestà e un palato allenato. Nessun giudizio pomposo, solo recensioni sincere per veri amanti della pizza.

Commento all'articolo