Mezzometro è la migliore pizzeria delle Marche 2026
Una pizza che parte da Senigallia, passa per Jesi e conquista le Marche. È questo, in estrema sintesi, il significato del nuovo riconoscimento ottenuto da Mezzometro, protagonista della quinta edizione di Pizza Maxima 2026, il premio nazionale dedicato alle migliori realtà della pizza italiana.
Il verdetto arrivato da Roma parla chiaro: Mezzometro è la migliore pizzeria delle Marche del 2026, conquistando il primo posto nella classifica regionale. Ma c’è un altro numero che merita attenzione: la pizzeria guidata da Alessandro Coppari è entrata anche nella top 100 nazionale, al 65° posto in Italia, all’interno di una selezione che quest’anno ha coinvolto 150 pizzerie.
Da Senigallia a Jesi: una storia marchigiana
Quando si parla di Mezzometro è facile pensare immediatamente a Senigallia, dove questa insegna ha costruito negli anni una parte importante della propria identità. Ma oggi raccontare Mezzometro significa parlare anche di Jesi, perché le due sedi fanno parte della stessa storia e della stessa idea di pizza.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che ci piace sottolineare a VivoDiPizza: un riconoscimento regionale non appartiene soltanto a una città. Appartiene a un territorio, alle persone che ci lavorano e a una filosofia che negli anni riesce a diventare riconoscibile.
Per Mezzometro, inoltre, il risultato del 2026 rappresenta un piccolo ma significativo salto in avanti. Nell’edizione precedente, infatti, la realtà marchigiana aveva conquistato il secondo posto regionale e il 66° posto nella classifica nazionale. Un anno dopo è arrivato il sorpasso: prima nelle Marche e una posizione più in alto anche nella graduatoria italiana.

Pizza Maxima 2026: non conta soltanto la pizza nel piatto
Il valore di una classifica come Pizza Maxima sta anche nei criteri utilizzati per costruirla. La graduatoria nasce dal giudizio di circa 200 giornalisti gastronomici ed esperti del settore, chiamati a valutare le 150 insegne selezionate.
Non viene quindi considerato soltanto quello che arriva sul tavolo. Entrano in gioco la qualità delle materie prime, l’impasto, la tecnica, la personalità della proposta, la continuità del lavoro, il menu, il rapporto tra qualità e prezzo, l’ambiente e il servizio.
In altre parole, per arrivare in alto non basta preparare una buona pizza una sera. Serve costruire una identità gastronomica riconoscibile e mantenerla nel tempo.
Il vero cuore di Mezzometro? La ricerca sull’impasto
Ed è probabilmente qui che il riconoscimento racconta meglio il percorso di Mezzometro.
La ricerca sull’impasto è infatti uno dei pilastri del lavoro di Alessandro Coppari, sviluppato attraverso anni di sperimentazione e di messa a punto della tecnica. L’obiettivo non è semplicemente ottenere una pizza buona, ma trovare un equilibrio tra gusto, struttura, leggerezza e digeribilità.
Una filosofia che si accompagna alla ricerca sulle materie prime e alla costruzione degli abbinamenti, con una particolare attenzione ai prodotti del territorio marchigiano e ai Presìdi Slow Food.
È una strada interessante perché racconta una delle evoluzioni più belle della pizza italiana: partire da un prodotto popolare e quotidiano per trasformarlo in un vero campo di ricerca, senza perdere però la sua funzione più importante. Quella di mettere le persone intorno a un tavolo.
La pizza conviviale, tra ricerca e voglia di stare insieme
Ed è proprio da questa filosofia che nasce quella che Mezzometro identifica come la propria pizza conviviale: una proposta pensata per essere condivisa, ordinata insieme e vissuta come parte di una serata.
Perché la pizza, diciamolo senza troppi giri di parole, rimane anche questo. Non soltanto impasti, farine, fermentazioni e ingredienti selezionati, ma persone che si siedono insieme e decidono cosa mangiare.
Ed è forse anche per questo che una realtà come Mezzometro riesce a essere interessante da osservare: da una parte c’è una ricerca tecnica sempre più approfondita, dall’altra rimane fortissimo il concetto della pizza come esperienza collettiva.
Una pizza inclusiva: da Mezzometro anche senza glutine e senza lattosio
Un altro elemento del percorso di Mezzometro riguarda l’attenzione alle diverse esigenze alimentari. La proposta comprende infatti anche pizze senza glutine e senza lattosio, ampliando le possibilità per chi vuole vivere l’esperienza della pizzeria senza rinunciare alle proprie necessità.
È un aspetto che oggi conta sempre di più, soprattutto quando viene inserito all’interno di un progetto gastronomico più ampio e non considerato semplicemente come un’alternativa secondaria.

Mezzometro – Oltre vent’anni di pizza e un premio che guarda al futuro
Il primo posto a Pizza Maxima non arriva quindi dal nulla. È il risultato di oltre vent’anni di lavoro, ricerca e sperimentazione, con la volontà di modificare, provare e migliorare senza perdere il carattere dell’insegna.
E non è nemmeno l’unico riconoscimento ottenuto negli anni. Mezzometro è infatti una presenza continuativa nella guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, dove anche per il 2026 è stata confermata con i Due Spicchi.
Dal nostro punto di vista, però, il dato più interessante non è soltanto la posizione conquistata in classifica. È il fatto che una realtà nata e cresciuta nelle Marche riesca a portare Senigallia e Jesi dentro il racconto nazionale della pizza italiana.
Perché alla fine una classifica può dare un numero. Ma dietro quel numero ci sono persone, impasti provati e riprovati, ingredienti cercati, pizze servite e soprattutto clienti che continuano a tornare.
Mezzometro oggi è la migliore pizzeria delle Marche secondo Pizza Maxima 2026. Il prossimo obiettivo? Continuare a fare quello che l’ha portata fin qui: studiare, sperimentare e, soprattutto, continuare a mettere la pizza al centro.
Voto VivoDiPizza: una realtà marchigiana da tenere d’occhio, soprattutto per chi ama una pizza che prova a mettere insieme ricerca, territorio e convivialità.


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