La pizza non è solo pizza: perché questo piatto racconta chi siamo

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La pizza non è solo pizza: perché questo piatto racconta chi siamo

C’è chi la mangia il sabato sera, chi non rinuncia almeno una volta alla settimana, chi la prepara in casa e chi ha una pizzeria del cuore dove ordina sempre la stessa. E poi c’è chi, davanti a un menu, riesce a passare dieci minuti a discutere con gli amici su quale pizza scegliere.

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In tutti questi casi c’è qualcosa che va oltre il semplice cibo. Perché la pizza, in Italia, è anche un’abitudine, un ricordo, una tradizione e, soprattutto, un modo di stare insieme.

Quello che mangiamo racconta qualcosa di noi

Non esiste una sola pizza capace di mettere d’accordo tutti. Ed è probabilmente proprio questo il bello.

C’è chi la ama semplice, con pochi ingredienti e una base tradizionale. C’è chi cerca impasti particolari, lunghe lievitazioni e abbinamenti sempre nuovi. Qualcuno vuole il cornicione alto e soffice, qualcun altro la preferisce più sottile e croccante.

Non c’è necessariamente un vincitore.

La pizza che piace di più è spesso quella che incontra i nostri gusti, le nostre abitudini e persino i nostri ricordi.

Da Napoli al resto d’Italia, mille modi di dire “pizza”

La napoletana è probabilmente l’immagine più conosciuta della tradizione italiana nel mondo, ma fermarsi a una sola interpretazione significherebbe perdere una parte importante della storia di questo alimento.

In Italia esistono infatti tantissimi modi di preparare e consumare la pizza. Cambiano gli impasti, gli ingredienti, lo spessore, la cottura e persino il modo in cui viene servita.

La pizza al piatto non è la stessa cosa di quella al taglio. Una pizza romana può avere caratteristiche molto diverse da una napoletana, mentre in altre zone d’Italia troviamo preparazioni e tradizioni ancora differenti.

E poi c’è un universo che spesso viene considerato quasi di serie B, ma che fa comunque parte della nostra quotidianità: la pizza preparata a casa, quella comprata al supermercato, quella surgelata e persino quella mangiata velocemente durante una pausa.

Perché parlarne significa parlare anche di come è cambiato il nostro modo di mangiare.

La migliore? Dipende da chi la mangia

È una domanda alla quale è praticamente impossibile dare una risposta definitiva: qual è quella più buona?

Possiamo parlare di qualità degli ingredienti, tecnica, impasto, cottura e tradizione. Possiamo confrontare pizze e pizzerie. Possiamo esprimere un giudizio e spiegare perché una determinata pizza ci ha convinto più di un’altra.

Ma alla fine rimane sempre una componente personale.

La pizza mangiata da bambini con i genitori può avere un valore completamente diverso rispetto a una pizza tecnicamente perfetta assaggiata per la prima volta a trent’anni.

Ed è anche per questo che una pizza apparentemente semplice può diventare, per qualcuno, indimenticabile.

La pizza è anche territorio

Uno degli aspetti più affascinanti della pizza è il suo legame con il territorio.

Gli ingredienti raccontano luoghi e tradizioni: pomodoro, mozzarella, olio extravergine, salumi, formaggi, verdure e tantissimi altri prodotti possono cambiare completamente il risultato finale.

Ma il territorio non riguarda soltanto ciò che finisce nel piatto. Riguarda anche il modo in cui viene preparata, cotta e consumata.

Per questo una pizza può diventare una piccola fotografia dell’Italia: diversa da città a città, da regione a regione e, qualche volta, persino da pizzeria a pizzeria.

La pizza cambia, ma non smette di essere pizza

Negli ultimi anni il mondo della pizza è cambiato rapidamente. Sono arrivati nuovi impasti, tecniche di lavorazione sempre più elaborate, ingredienti ricercati e interpretazioni che fino a qualche tempo fa sarebbero sembrate impensabili.

Questo non significa necessariamente che la tradizione debba essere dimenticata.

Può evolversi continuando a mantenere un legame con la propria storia. Può essere tradizionale o creativa, semplice o elaborata, economica o ricercata.

L’importante, forse, è che continui a essere capace di fare quello che ha sempre fatto: mettere qualcuno davanti a un tavolo e creare un momento da condividere.

Ed è proprio da qui che nasce VivoDiPizza

VivoDiPizza nasce da una convinzione molto semplice: non esiste un solo modo di vivere la pizza.

Può essere quella della pizzeria sotto casa, quella scoperta durante un viaggio, quella preparata con gli amici, quella surgelata tirata fuori dal freezer quando non si ha voglia di cucinare o quella provata al supermercato per curiosità.

Può essere una grande pizza oppure una che ci lascia qualche dubbio.

In ogni caso, vale la pena raccontarla.

Su VDP vogliamo quindi parlare di pizza senza prenderci troppo sul serio, ma prendendo sul serio quello che mangiamo. Racconteremo pizzerie, prodotti, novità, tradizioni e curiosità, cercando soprattutto di spiegare cosa ci è piaciuto e cosa no.

Perché alla fine il nostro giudizio nasce da una domanda molto semplice:

La rimangeremmo?

La vostra pizza del cuore qual è?

Adesso però tocca a voi.

Non chiediamo necessariamente quale sia quella migliore d’Italia. Quella è una discussione che potrebbe andare avanti per giorni.

Vogliamo sapere qualcosa di molto più personale: qual è quella che, quando la mangiate, vi fa pensare “questa è proprio la mia”?

Quella della vostra pizzeria preferita, quella che ordinate sempre, quella che preparava vostra nonna oppure semplicemente quella che avete mangiato in un momento che ricordate ancora oggi.

Raccontatecelo. Perché forse è proprio questa la cosa più bella della pizza: ognuno può avere la propria.

Ciao, sono Fabrizio! Vivo nelle Marche e da oltre mezzo secolo la pizza è la mia ossessione. Dalla napoletana verace alle surgelate del supermercato, su vivodipizza.it recensisco ogni tipo di pizza con onestà e un palato allenato. Nessun giudizio pomposo, solo recensioni sincere per veri amanti della pizza.

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