Foodish a Napoli: prima della Marinara e della Margherita aveva cercato la migliore pizza gourmet
Foodish è tornato a Napoli e questa volta ha messo alla prova alcune delle pizze più classiche della tradizione partenopea. Ma c’è una cosa che forse non tutti ricordano: non era la prima volta che Joe Bastianich e il programma arrivavano a Napoli per parlare di pizza.
Prima della sfida tra Marinara e Margherita che abbiamo raccontato nel nostro articolo A Napoli esistono la Marinara e la Margherita perfette? Foodish ne trova due da 20/20, Foodish aveva infatti già dedicato una puntata alla pizza gourmet di Napoli.
E il confronto era stato completamente diverso.
Foodish a Napoli aveva già messo in sfida la pizza
La precedente puntata napoletana di Foodish aveva un obiettivo preciso: trovare la pizza gourmet più Foodish di Napoli.
Una scelta interessante, perché parlare di pizza gourmet proprio a Napoli significa entrare in un territorio nel quale tradizione e innovazione devono necessariamente trovare un equilibrio.
La pizza napoletana ha infatti una storia e un’identità fortissime, ma negli ultimi anni sono aumentate le pizzerie che hanno scelto di sperimentare con impasti, tecniche, ingredienti e abbinamenti sempre più originali.
Ed è proprio su questo terreno che si erano confrontate quattro realtà molto diverse: OMG!, Santissima Pizza, ImpastoVivo e Acunzo 1964.
OMG! porta in tavola la pizza Aglio e Olio
La tappa che avrebbe poi conquistato il risultato finale era quella di OMG!, pizzeria guidata da Gennaro Melillo.
La proposta presentata a Foodish si chiamava Aglio e Olio e partiva da un’idea semplice ma tutt’altro che banale: trasferire sulla pizza uno dei grandi classici della cucina italiana.
Aglio, olio e limone diventavano così protagonisti di una pizza gourmet nella quale il vero obiettivo era trovare l’equilibrio tra i diversi sapori.
La combinazione aveva convinto i giudici e la pizza di OMG! aveva ottenuto due voti da 9.
Un risultato particolarmente significativo considerando che la concorrenza comprendeva anche locali con una storia molto più lunga alle spalle.

Santissima Pizza: la pizza gourmet dentro una chiesa
Tra le tappe più curiose della puntata c’era sicuramente Santissima Pizza.
Il nome era già sufficiente a incuriosire, ma la particolarità del locale era soprattutto la sua ambientazione: la pizzeria è stata realizzata all’interno della storica cappella di Santa Maria Porta Coeli.
Qui la proposta gourmet presentata a Foodish era decisamente ricca: peperoncini verdi, provola affumicata, pancetta, mostarda di pomodorini gialli, cialda di parmigiano e pistilli di peperoncino.
Una pizza costruita su numerosi elementi e proprio questa ricchezza aveva aperto una discussione sull’equilibrio complessivo del piatto.
L’impasto, invece, aveva raccolto apprezzamenti importanti. La puntata mostrava quindi ancora una volta quanto sia sottile il confine tra una pizza gourmet capace di sorprendere e una preparazione nella quale i tanti ingredienti rischiano di prendere il sopravvento.
ImpastoVivo e l’abbinamento tra alici e miele
Un’altra proposta particolarmente particolare era arrivata da ImpastoVivo, realtà napoletana che interpreta la pizza attraverso un incontro tra tradizione e innovazione.
La pizza presentata nella puntata era Alici in Costiera, un nome che già lasciava intuire la direzione presa dai pizzaioli.
Tra gli ingredienti comparivano alici, miele di castagno, pomodorini, limone, pomodoro giallo, stracciatella e mentuccia.

Era probabilmente una delle pizze più divisive della serata.
Il motivo? L’abbinamento tra alici e miele, che aveva suscitato opinioni differenti. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti quando si parla di pizza gourmet: non basta utilizzare ingredienti importanti o insoliti. Bisogna anche convincere chi quella pizza la mangia.
Acunzo 1964: la tradizione del Vomero incontra la pizza gourmet
L’ultima pizzeria in gara era Acunzo 1964, storica insegna del Vomero.
In questo caso la sfida metteva insieme due elementi apparentemente lontani: una lunga storia nella pizza napoletana e una proposta decisamente contemporanea.

La pizza presentata a Foodish era Campi di grano e mare, con ingredienti come fiori di zucca, ricciola, mozzarella di bufala affumicata, pistacchio e bottarga di muggine.
Una pizza che puntava quindi sul contrasto tra terra e mare e sulla ricerca di materie prime capaci di costruire un’esperienza completamente diversa rispetto a quella di una classica Margherita.
Anche in questo caso, però, la discussione dei giudici ha dimostrato una cosa fondamentale: nella pizza gourmet l’idea deve sempre trovare un equilibrio nel piatto.
La classifica della pizza gourmet di Foodish a Napoli
Alla fine della sfida, a ottenere il risultato migliore è stata OMG! con la sua Aglio e Olio.
Il confronto aveva però raccontato quattro modi completamente differenti di interpretare la pizza gourmet napoletana.
- OMG! – Aglio e Olio
- Santissima Pizza – pizza con peperoncini verdi, provola affumicata e altri ingredienti gourmet
- ImpastoVivo – Alici in Costiera
- Acunzo 1964 – Campi di grano e mare
Non era quindi semplicemente una gara tra quattro pizzerie. Era anche un confronto tra quattro idee diverse di pizza gourmet a Napoli.
Non era quindi semplicemente una gara tra quattro pizzerie. Era anche un confronto tra quattro idee diverse di pizza gourmet a Napoli.
Da una pizza gourmet a una Marinara da 20/20
Ed è proprio qui che il ritorno di Foodish a Napoli diventa ancora più interessante.
Nella puntata più recente, infatti, il programma ha abbandonato la ricerca dell’abbinamento più creativo per concentrarsi su due simboli assoluti della tradizione napoletana: Marinara e Margherita.
Il risultato è stato sorprendente: la Marinara di Carmnella e la Margherita “San Gennaro” di Pizzeria Salvo hanno entrambe ottenuto 20 punti su 20.
Il titolo finale è andato a Carmnella, ma il doppio 20/20 ha lasciato un messaggio molto interessante per chi ama la pizza.
Se nella precedente puntata Foodish cercava la capacità di innovare la pizza napoletana, questa volta ha messo alla prova la capacità di realizzare alla perfezione le pizze più semplici e iconiche.
Ed è forse proprio questo il bello del confronto.
La pizza napoletana può essere gourmet e tradizionale
Guardando insieme le due esperienze di Foodish a Napoli emerge una cosa che a VivoDiPizza interessa particolarmente.
Non esiste una sola strada per interpretare la pizza napoletana.
C’è chi lavora sulla tradizione e cerca la perfezione nella Marinara o nella Margherita. C’è chi preferisce sperimentare con ingredienti e tecniche moderne. C’è chi prova a trasformare un piatto della cucina italiana in una pizza e chi invece parte da una pizzeria storica per costruire qualcosa di nuovo.
E Napoli sembra avere spazio per tutte queste interpretazioni.
La sfida gourmet di Foodish aveva premiato OMG!. La nuova puntata dedicata alla pizza classica ha invece portato due pizze al punteggio massimo di 20/20.
Due puntate molto diverse, ma entrambe interessanti per capire quanto sia vasto oggi il mondo della pizza napoletana.
Foodish tornerà ancora a parlare di pizza a Napoli?
La domanda, a questo punto, viene quasi spontanea.
Dopo aver messo a confronto la pizza gourmet e le grandi pizze classiche napoletane, quali altre interpretazioni potrebbe cercare Foodish in futuro?
Dopo aver messo a confronto la pizza gourmet e le grandi pizze classiche napoletane, quali altre interpretazioni potrebbe cercare Foodish in futuro?
Napoli offre una quantità enorme di pizzerie, pizzaioli, stili e interpretazioni. E soprattutto offre una cosa che rende ogni confronto sulla pizza inevitabilmente interessante: ognuno ha la propria idea di pizza perfetta.
Per questo il doppio appuntamento di Foodish è interessante anche al di là dei risultati della trasmissione.
Prima la ricerca della migliore pizza gourmet di Napoli. Poi la sfida tra Marinara e Margherita, con due 20/20.
E noi di VivoDiPizza continueremo a seguire entrambe le anime della pizza: quella che guarda al futuro e quella che non ha bisogno di cambiare quasi nulla per continuare a farci venire fame.
Perché alla fine, gourmet o tradizionale, la domanda rimane sempre la stessa: quale pizza mangeresti adesso?



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