Pizza all’ananas: storia, curiosità e quel piccolo dettaglio che fa arrabbiare (quasi) ogni italiano

Pizza all’ananas: storia, curiosità e quel piccolo dettaglio che fa arrabbiare (quasi) ogni italiano

Pizza all’ananas: storia, curiosità e quel piccolo dettaglio che fa arrabbiare (quasi) ogni italiano

Si qui parliamo di pizza all’ananas e partiamo da una doverosa premessa: VivoDiPizza non giudica.

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O meglio, cerchiamo di non giudicare.

Perché siamo persone tolleranti, aperte al confronto, curiose verso le tradizioni gastronomiche di tutto il mondo e convinte che, davanti a una pizza, ognuno debba essere libero di scegliere quello che vuole.

Detto questo…

l’ananas sulla pizza, per noi, resta una forma di blasfemia.

Lo diciamo con affetto, naturalmente. Non chiameremo i Carabinieri della Pizza, non sequestreremo il cartone della vostra Hawaiian e soprattutto non vi toglieremo l’amicizia su Facebook.

Però se ordinate una pizza con ananas davanti a noi, sappiate che vi guarderemo.

Molto.

Con discrezione.

Ma vi guarderemo.

La pizza all’ananas non è hawaiana. E già partiamo male.

Quella che nel mondo è conosciuta come Hawaiian Pizza non nasce alle Hawaii.

Non nasce nemmeno in Italia.

E, sorpresa delle sorprese, non nasce neppure in qualche sperduto paradiso tropicale dove un pizzaiolo, guardando il tramonto sull’Oceano Pacifico, decide improvvisamente di mettere un ananas su una margherita.

Nasce in Canada.

Precisamente in Ontario, nel 1962, grazie a Sam Panopoulos, un cuoco di origine greca che gestiva insieme ai fratelli il Satellite Restaurant di Chatham.

Panopoulos aveva iniziato a proporre la pizza nel suo locale dopo averla conosciuta durante un viaggio e, come raccontò anni dopo, in quel periodo si divertiva a sperimentare.

Evidentemente sperimentava parecchio.

Perché a un certo punto prese una pizza, ci mise sopra del prosciutto e dell’ananas in scatola e decise di vedere cosa sarebbe successo.

È nato così uno degli ingredienti più divisivi della storia della pizza.

O almeno così racconta la storia più accreditata della sua origine.

Ma perché si chiama Hawaiian?

Qui arriva un’altra piccola beffa.

La pizza non è hawaiana, ma il nome è rimasto.

Secondo il racconto legato alla sua nascita, il riferimento era semplicemente al marchio dell’ananas in scatola utilizzato da Panopoulos.

Insomma, nessuna antica ricetta delle Hawaii, nessuna nonna hawaiana che tramanda il segreto di generazione in generazione.

È sostanzialmente un nome commerciale diventato un’istituzione mondiale.

Una cosa che, se ci pensate, rende tutto ancora più surreale.

Perché da oltre mezzo secolo discutiamo animatamente di una pizza che prende il nome da un prodotto in scatola utilizzato in Canada.

La globalizzazione, signori.

Dolce e salato: l’idea non è poi così folle

Ora arriva la parte in cui dobbiamo essere onesti.

Per quanto a VivoDiPizza l’idea dell’ananas sulla pizza continui a sembrarci un attacco personale alla nostra serenità, l’abbinamento tra dolce e salato non è affatto una follia gastronomica.

Frutta e ingredienti salati convivono da secoli in moltissime cucine.

Prosciutto e melone, per esempio, è praticamente un monumento nazionale.

Esistono inoltre numerose preparazioni nelle quali frutta, carne, formaggi e ingredienti sapidi vengono accostati proprio per creare un contrasto di sapori.

Quindi sì: dal punto di vista gastronomico, l’idea ha una sua logica.

Il problema è che qualcuno ha pensato di mettere questa logica su una pizza.

Il problema è che qualcuno ha pensato di mettere questa logica su una pizza.

E noi non abbiamo ancora elaborato completamente il lutto.

L’ananas sulla pizza è davvero così terribile?

No.

Ed è proprio qui che VivoDiPizza vuole fare informazione e non soltanto terrorismo psicologico da pizzeria.

La Hawaiian Pizza ha conquistato una popolarità enorme in diversi Paesi ed è ancora oggi una delle pizze più conosciute e discusse al mondo.

Inoltre, nel corso degli anni, diversi pizzaioli hanno reinterpretato il concetto utilizzando ingredienti e tecniche molto più elaborate: ananas fresco, ananas cotto, carni arrosto, spezie, formaggi e altri elementi pensati per creare un equilibrio tra dolcezza, acidità, sapidità e consistenze.

Alcune versioni contemporanee sono quindi molto lontane dalla classica pizza con prosciutto cotto e ananas sciroppato.

Il che, bisogna ammetterlo, cambia parecchio le carte in tavola.

Perché allora in Italia scatena una guerra?

Perché la pizza, in Italia, non è semplicemente un elenco di ingredienti messi sopra un impasto.

È cultura, abitudine, territorio, tradizione e soprattutto memoria.

Quando pensiamo a una margherita, a una marinara, a una pizza con verdure, a una quattro formaggi o a una pizza con prodotti tipici locali, abbiamo in mente determinati sapori.

L’ananas introduce invece qualcosa di completamente diverso: dolcezza, acidità e una componente aromatica tropicale che, per molti italiani, entra in conflitto con quello che ci si aspetta da una pizza.

L’ananas introduce invece qualcosa di completamente diverso: dolcezza, acidità e una componente aromatica tropicale che, per molti italiani, entra in conflitto con quello che ci si aspetta da una pizza.

Ed è probabilmente anche per questo che basta pronunciare le parole “pizza all’ananas” durante una cena per ottenere una reazione più forte di quella provocata da una discussione sul calcio.

Provate.

“Secondo me la pizza all’ananas è buona.”

E poi osservate il tavolo.

È praticamente un esperimento sociale.

La posizione ufficiale di VivoDiPizza sulla Pizza all’ananas?

Non esiste.

O meglio: esiste quella soggettiva di chi scrive, e quella è abbastanza chiara.

Per noi l’ananas sulla pizza è pura blasfemia.

Ma VivoDiPizza nasce per parlare di pizza in tutte le sue forme: dalla pizza napoletana a quella al taglio, dalle pizzerie artigianali alle pizze del supermercato, dalle interpretazioni più tradizionali agli esperimenti più improbabili.

E quindi sì, parliamo anche della pizza all’ananas.

Anzi, se qualcuno la ama, ben venga.

Non sarà certo VivoDiPizza a impedirgli di ordinarla.

Non siamo qui per convocare un tribunale gastronomico.

Però una cosa possiamo dirla.

Se davanti a noi ordinate una pizza con ananas, prosciutto e mozzarella…

…noi continueremo a volervi bene.

Ma probabilmente ordineremo una margherita.

Quindi: pizza all’ananas sì o no?

La risposta definitiva, almeno per VivoDiPizza, è sorprendentemente semplice:

mangiate quello che vi piace.

Se amate il contrasto tra dolce e salato, la Hawaiian Pizza ha una storia, una diffusione internazionale e persino una sua logica gastronomica.

Se invece siete tra quelli che considerano l’ananas sulla pizza una violazione della Convenzione di Ginevra, sappiate che non siete soli.

Noi vi capiamo.

Ma soprattutto ricordiamoci una cosa: alla fine stiamo parlando di pizza.

Non di geopolitica.

Quindi possiamo anche litigare sull’ananas, insultarci bonariamente nei commenti, difendere la margherita con il coltello tra i denti e sostenere che la pizza debba essere soltanto salata…

…ma poi, possibilmente, ci sediamo tutti allo stesso tavolo.

Con una pizza davanti.

Senza ananas.

Almeno al nostro tavolo.

Ciao, sono Fabrizio! Vivo nelle Marche e da oltre mezzo secolo la pizza è la mia ossessione. Dalla napoletana verace alle surgelate del supermercato, su vivodipizza.it recensisco ogni tipo di pizza con onestà e un palato allenato. Nessun giudizio pomposo, solo recensioni sincere per veri amanti della pizza.

2 comments

comments user
salvatore

Meravigliosa la signora che ha cominciato a menare il portatore di pizze

comments user
Fabrizio

Nessuno ha minimamente vacillato! 😀

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